Pierpaolo si presenta...

E’ nato a Mesagne (Br) il 5 luglio 1972, è sposato dal 2001 con Giusy e completano la famiglia due figlie , Elisabetta e Sofia.

Dopo le Scuole dell’obbligo si dedica a quella che era l’attività paterna ; l’Agente di Viaggi. Nel 1989 consegue l’abilitazione presso il Compartimento di Bari delle Ferrovie dello Stato e inizia a collaborare come impiegato d’ordine nell’Agenzia Viaggiatori FS di Mesagne.

Nel tempo libero è impegnato nel volontariato sociale e nella Parrocchia.

Nel 1990 svolge come Obiettore di Coscienza il Servizio civile presso la Caritas Diocesana di Oria e collabora nel 1991 a gestire l’emergenza Albanesi, a livello Diocesano sotto la guida dell’allora Presidente Nazionale della Caritas e Vescovo di Oria Mons. Armando Franco e a livello Regionale con il Collegamento Regionale Caritas.

Dal 1991 al 1993 frequenta come Uditore l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Oria, sede periferica dell’Università Pontificia della Santa Croce di Roma.

Con la fine del Servizio civile non si ferma al sua voglia di impegnarsi nel sociale. Nella comunità parrocchiale continua con l’animazione dei gruppi giovanili e milita per qualche anno nell’Azione Cattolica Giovani sia a livello parrocchiale che Diocesano.

Nel febbraio del 1993 prende la titolarità dell’Agenzia Viaggi di Latiano. L’impegno e la passione per le giovani generazioni fanno si che nel 1997 fonda l’Associazione Mediterranea che opera nel settore sportivo fino al 2000 per poi aprirsi agli altri settori.

Dal 2002 al giugno del 2006 guida come Priore l’Arciconfraternita del SS. Rosario in Latiano;

Presiede, inoltre, il Comitato Festeggiamenti in onore della Patrona della Città di Latiano "S. Margherita" nel triennio 2006 /2008.

Nel giugno 2008 prende la qualifica di Agente di Commercio presso la CCIAA di Brindisi.

Dal Giugno 2008 a Settembre 2015 lavora come socio lavoratore nella Cooperativa sociale "Il Melograno" di Ceglie M. (Br) che si occupa di due settori in particolare: l’infanzia e l’immigrazione.

Collabora negli anni 2001/2009 con la Curia Diocesana di Oria presso l’Ufficio problemi sociali e lavoro – Centro Servizi del Progetto Policoro e Ufficio Migrantes .

dal 2008 a Maggio 2010 fa esperienza Sindacale nella CISL Funzione Pubblica.

Dal 2009 al 2015 aderisce al M.L.A.C. Movimento Lavoratori di Azione Cattolica. Entra a far parte del Consiglio Diocesano di Ac di Oria per la promozione e la nascita del Movimento in Diocesi.

Nel 2010 costituisce l'Associazione di Volontariato "Karibuni", che si occupa di Politiche socio-sanitarie e di Diritti Civili.

Dal 2013 al 2015 è Responsabile della Delegazione di Latiano del CSV POIESIS (che rappresenta le associazioni di volontariato del territorio).

Da Aprile 2016 è Presidente della Consulta per i Servizi Sociali e Pari Opportunità del Comune di Latiano.

Da Aprile 2017 collabora con l'azienda "Theotokos" articoli religiosi di Latiano.

(per contatti : ppdibello@gmail.com)

sabato 19 maggio 2018

La Confraternita vista da me!; Il Programma


“In un’epoca come la nostra, segnata da un individualismo esasperato e da una globalizzazione radicale, non è da sottovalutare l’esistenza di organismi in cui si ha ancora voglia di stare insieme e di stabilire relazioni, affermando identità particolari.
La dimensione popolare delle confraternite trova la sua più luminosa espressione nella solidarietà, che poi deve trasformarsi in una vera esperienza di fraternità. Questa consiste non solo nell’evitare qualsiasi atteggiamento di esclusione che è frutto di una “cultura dello scarto”, ma soprattutto deve promuovere un incontro effettivo e affettivo tra le persone. Il fatto che queste pie associazioni si chiamino “confraternite” dà il senso del loro impegno a vivere la fraternità. Insomma hanno un ruolo sociale oltre  che religioso “.

ph Marcello Salamina



IL PROGRAMMA
elezioni del 9 giugno 2018



*Riavvicinare e coinvolgere innanzitutto i confratelli e le consorelle allontanatisi nel corso degli anni e promuovendo nuove “giovani” adesioni;
*Riallacciare i gemellaggi maturati nel quadriennio (Confraternite e Basilica Pontificia S. Maria sopra Minerva a Roma) e i contatti con i Confratelli onorari. 2002/2006
*Rifondare il PRIORATO DI LATIANO (coordinamento cittadino dei Priori)
*Programmare una ristrutturazione dei locali adiacenti la Chiesa e renderli usufruibili per attività sociali, ricreative, culturali.
*Rendere visitabile il “Cappellone di S. Margherita” , aprendo un accesso autonomo da Via S. Vito.
*Adeguare il regolamento interno all’ultima edizione dello statuto diocesano.
*Avviare uno studio di fattibilità con la Soprintendenza ai Beni Culturali per l’apertura e la conseguente visitabilità della Cripta.
*Acquisire finanziamenti attraverso bandi locali, regionali, nazionali ed europei per il restauro e la conservazione dei beni della confraternita, come anche per i  progetti sociali.
*Istituire il “centro Nazareth” per l’infanzia e per la famiglia (mediazione familiare – centro aiuto alla vita).
*Istituire i dipartimenti dove lavoreranno esperti esterni e confratelli/consorelle sensibili alle tematiche di cui innanzi.
*Riprendere il bollettino di informazione interna “Lu Cumentu”.
*Riscoprire il culto a San Francesco de Geronimo, “Gesu Bambino Scapulatu”- e proporre una scuola sbandieratori in collaborazione con associazioni di Oria.
*AMBONE in marmo (Altare Maggiore)
*Verificare la possibilità di istituire L’università della terza età.
*Attivare protocolli d’intesa con enti e associazioni che abbiano finalità comuni.      

Pierpaolo Di Bello
candidato Priore elezioni del 9 giugno 2018
Arciconfraternita del SS. Rosario




venerdì 23 marzo 2018

Le Confraternite e la mia candidatura a Priore...


P. Antonio Cocolicchio, Rettore della Basilica di S. Maria sopra Minerva Roma (2004)
Sono sempre stato attratto dal mondo delle Confraternite, (https://it.wikipedia.org/wiki/Confraternita_(Chiesa_cattolica) tanto che fin dall’adolescenza sono entrato a far parte di una tra le più antiche della città: la Confraternita del SS. Rosario.


Sono cresciuto nella chiesa confraternale riaperta dopo i lavori di restauro al culto (1984), ho vissuto il Convegno Diocesano “Confraternite Oggi: rinnovamento nella continuità” (1987) voluto dal compianto Mons. Armando Franco, un grande vescovo che mi ha accompagnato nella fede e nella crescita umana. Nel 2002 ho vissuto la responsabilità di Priore della mia confraternita; quattro anni intensi dove ho messo a frutto quello che negli anni avevo appreso . Poi, nel 2006,  per varie vicissitudini ho fatto un passo indietro e ho dato la possibilità di dare ad altri questa bella esperienza donata a me.
Oggi , dopo essere stato invitato da tanti amici confratelli a rifare l’esperienza di servizio, non essendo cambiato il mio affetto e il legame con la Chiesa del Rosario, ho deciso di candidarmi a Priore nelle prossime elezioni primaverili.
2003 Festa del Rosario con Mons. Castoro
Progetti ce ne sono tanti, alcuni realizzabili nell’immediatezza , altri con un po’ di tempo. Il mio eventuale servizio seguirà le finalità per cui sono nate le Confraternite:” l'incremento del culto pubblico, l'esercizio di opere di carità, di penitenza, di catechesi non disgiunta dalla cultura”.
Mi piace pensare questi prossimi quattro anni con le parole di Gesù “ Ut unum sint”, “siate una cosa sola”. Riacquistando l’unità, moltiplicando le comuni responsabilità per vivere insieme la vita confraternale.
Approfitto di questo post sul mio diario, per augurare a tutti voi la gioia di gridare “il Signore è veramente risorto” nella mattina di Pasqua! Auguri
Pierpaolo




domenica 14 gennaio 2018

IL VATICANISTA MIMMO MUOLO A LATIANO IL 7 FEBBRAIO PER PRESENTARE IL SUO ULTIMO LAVORO

Pubblico un articolo di Famiglia Cristiana per presentare il prossimo ospite di Theotokos.




Risultati immagini per mimmo muolo l'enciclica dei gestiMIMMO MUOLO

Parole, parole, parole... soltanto parole? Grazie a Dio no, almeno non nella Chiesa cattolica. L’amore di Dio non ce lo rivelano solo le parole di Gesù, ma anche le sue azioni: pranzare con i peccatori, lavare i piedi, lasciarsi toccare. Come proprio motto, papa Francesco ha scelto non una parola, ma un gesto di Gesù: «Fissatolo, lo amò». Mimmo Muolo, giornalista di Avvenire, ha deciso di andare a fondo della questione con il suo ultimo libro L’enciclica dei gesti di papa Francesco (Paoline).
 Il magistero di un Papa non si esprime soprattutto con le parole?
«Faccio il vaticanista dal 1991 e in 26 anni mi avevano insegnato a pensare che il magistero di un Papa vive soprattutto di documenti, cioè di parole. Il gesto era accessorio, si iscriveva nella simpatia personale. Oggi però, con Francesco, il gesto ha un peso diverso. Con i suoi gesti, fa magistero, scrive un’enciclica pratica, per usare un’intuizione di suor Maria Antonia Chinello, che nel libro ho voluto approfondire».
Già Paolo VI intuì che servivano più testimoni che maestri...
«Credo che papa Francesco abbia portato a compimento un particolare percorso, che ha coinvolto Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e papa Albino Luciani. Fino a Giovanni Paolo II, che in ventisei anni di pontificato ci ha abituato ai gesti. E che, nei suoi ultimi giorni, batteva il pugno sul leggio se faticava a parlare. Qual è la differenza rispetto a Francesco? Lo ha osservato padre Antonio Spadaro: se in Giovanni Paolo II dalla parola fioriva il gesto, in Francesco abbiamo la dinamica contraria. Dal gesto nascono le parole».
Francesco è un Papa “social”?
«Sì, è il primo vero Papa dell’era social. Quando si trova con le grandi masse, cerca sempre l’incontro personale... raramente “guarda” tutta la folla, il movimento della sua testa è verso il singolo che individua e saluta. È un Papa “a tu per tu”».
Anche con i giornalisti sui voli papali Francesco usa il “tu”?
«Sì, lo fa con tutti i giornalisti che incontra. E quando risponde alle domande, lo fa guardandoti. Quando gli ho fatto la domanda sull’autenticità delle apparizioni di Medjugorje, mi ha dato una risposta di oltre 10-15 minuti, guardandomi per tutto il tempo. Non parla genericamente: dialoga con te».
In questo è diverso rispetto agli altri Papi?
«Nei primi viaggi Giovanni Paolo II passava posto per posto. Gli facevi la domanda, dava la risposta, e poi noi giornalisti le condividevamo. Con l’avanzare degli anni, si decise che i giornalisti avrebbero fatto le domande dal posto, un po’ come ora. Benedetto XVI si faceva mandare le domande, che venivano raggruppate in quattro-cinque quesiti. Padre Lombardi li leggeva e Benedetto gli rispondeva. Francesco ha fuso queste prassi. Nel volo di andata passa poltrona per poltrona a salutare i vari giornalisti: si scambiano doni, firme e parole amichevoli. Sul volo di ritorno, c’è un’intervista collettiva con “domande senza rete”».
«Dobbiamo essere normali», ha detto durante un volo. Desacralizzazione del papato o sacralizzazione del quotidiano?
«La seconda ipotesi, anche se parlerei di “valorizzazione” del quotidiano. Francesco pare vivere in un edificio a vetri, non perché le giornate degli altri Papi fossero diverse, ma perché ha abbattuto quei filtri che ci facevano immaginare chissà cosa. L’esplosione dei mass media ha portato nella società altri tipi di esigenze, e lui lo ha capito. Così ci fa rivalutare il quotidiano: alla fine, è lì che si diventa santi».
A proposito di gesti quotidiani, c’è il suo rapporto con i poveri, che raccomanda di «toccare».
«Il suo è un rapporto preferenziale con tutti i poveri, non solo materiali, ma anche in senso spirituale. Francesco però non lo fa in chiave sociologica... non è un Che Guevara della Chiesa cattolica! No, lo fa perché teologicamente i poveri sono la carne di Cristo. Ce lo ha ricordato fin dai primi giorni del suo pontificato. Ecco perché dico che i suoi gesti tracciano un’enciclica. Pensiamo alle lavande dei piedi il Giovedì Santo, quando esce da San Pietro e si spoglia di se stesso. In ogni ultimo che tocca, Francesco mette in atto la pagina del Vangelo sul giudizio universale: “Signore, quando ti abbiamo visto povero, nudo, affamato, in carcere?”».
Quale, tra i suoi gesti, l’ha toccata di più?
«23 aprile 2016, Giubileo dei ragazzi: i sacerdoti stanno confessando i giovani in Piazza San Pietro e a sorpresa si presenta anche il Papa, con una stola viola ordinaria, e si siede su un’ordinaria sedia di plastica. Espressione della misericordia. Alla stregua di tutti gli altri. Ci sono due sorrisi, quello del Papa e quello del ragazzo: la gioia del Vangelo e del perdono ritrovato. Chi ha sorriso all’altro per primo? Chissà! È come vedere Coppi e Bartali che si passano la borraccia. Ed è un gesto inserito nell’indizione di un Giubileo straordinario della misericordia che, di simili gesti, ne ha contenuti infiniti altri».

IL LIBRO. 4 TIPI DI GESTI

Nel volume L’ enciclica dei gesti di papa Francesco (Paoline, 20 euro) Muolo divide i gesti di Francesco in quattro categorie:
- della quotidianità, che ci fanno capire che il Papa è uno di noi;
- della carità e misericordia, per esempio le visite in luoghi di sofferenza;
- i gesti pastorali classici come l’apertura dell’Anno della misericordia;
- della comunicazione: le numerose interviste, il linguaggio creativo, i selfie con i giovani, l’uso dei social.

RASSEGNA "THEOTOKOS" INCONTRO CON L'AUTORE AI NASTRI DI PARTENZA

Si aprirà ufficialmente Sabato 9 dicembre presso la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria della Neve la rassegna sull’editoria religiosa organizzata da THEOTOKOS, nuova realtà nata nella scorsa primavera dall’idea di Giusy Baldari e Pierpaolo Di Bello. “Theotokos” (in greco Θεοτόκος, Theotókos; in latino Deipara o Dei genetrix) è un titolo della Beata Vergine Maria. Letteralmente significa “colei che genera Dio”, e spesso viene reso in italiano con Madre di Dio), nasce da un’idea progettuale di commercio al dettaglio di Articoli , Arredi e libri religiosi, paramenti e arredi sacri, idee regalo e in particolar modo la commercializzazione di articoli e bomboniere in ceramica artigianale, prodotto che ha caratterizzato nei secoli la civiltà pugliese nelle sue varie forme. Ma come puntualizza Giusy Baldari, titolare della nuova realtà, – “Theotokos non vuole essere semplicemente mero commercio, ma vuole divenire punto di aggregazione culturale e di riflessione spirituale”. –  Ed è con questa finalità che è stata ideata questa rassegna sull’editoria religiosa.
Aprirà la rassegna il Prof. Don Luigi Maria Epicoco. (Mesagne, 21 ottobre 1980) è un presbitero, teologo e scrittore italiano. Sacerdote dell’arcidiocesi dell’Aquila, scrittore di libri e articoli scientifici di carattere filosofico e teologico. Ha una cattedra in filosofia alla Pontificia Università Lateranense e all’ISSR Fides et ratio dell’Aquila. Direttore della residenza universitaria San Carlo Borromeo all’Aquila e parroco della parrocchia universitaria San Giuseppe Artigiano, dove ha vissuto la tragica vicenda del terremoto occupandosi in prima linea della ricostruzione per l’arcidiocesi. Comunicatore in diverse trasmissioni sia in radio sia in televisione in particolare Radio Vaticana, Telepace, TV2000, Rai2, Rai Radio 2. Nel web è attivo nei social e in diversi blog. Nel 2016 ha curato il commento al Vangelo della rivista Credere Edizioni San Paolo. Membro Cavaliere della Luce. Ha costituito una fraternità con gli studenti universitari che segue. Da novembre 2017 è nato il progetto editoriale di un nuovo messalino edito da Edizioni San Paolo a cura di don Luigi Maria Epicoco. Nell’ottobre 2017 l’uscita del suo ultimo lavoro “ Sale, non miele”.
IL LIBRO “SALE, NON MIELE Per una Fede che brucia” Ed. San Paolo – Sale, non miele. Farsi santi in un mondo che «scambia»: «Una cristianità non si nutre di marmellata più di quanto se ne nutra un uomo. Il buon Dio non ha scritto che noi fossimo il miele della terra, ragazzo mio, ma il sale Ora, il nostro povero mondo rassomiglia al vecchio padre Giobbe, pieno di piaghe e di ulcere, sul suo letame Il sale, su una pelle a vivo, è una cosa che brucia Ma le impedisce anche di marcire» (George Bernanos, Il diario di un curato di campagna). Prendendo spunto da questa cruda ma realistica affermazione di Bernanos, don Luigi Maria Epicoco accompagna il lettore in un vero e proprio ripensamento delle potenzialità della vita cristiana, partendo dalla contestazione di una certa visione “buonista” della fede e ricordandoci che la vita del credente non dipende da nessuna legge che non sia quella della Carità di Cristo a noi donata nel Battesimo.
Appuntamento quindi a SABATO 9 DICEMBRE in Chiesa Madre alle ore 18.00, dove don Luigi presiederà la Celebrazione Eucaristica. Al termine presenterà il suo nuovo libro. Successivamente presso “Theotokos” incontrerà per firme/dediche i lettori.

mercoledì 4 maggio 2016

opportunità formative...


L'Associazione Napolinmente organizza il Seminario "Cosa vogliono dirci i bambini - interpretazione del disegno infantile"

DOCENTE
D.ssa Simona D'Agostino
Pedagogista - esperta in dinamiche familiari

DESTINATARI
Pedagogisti, psicologi, educatori, consulenti familiari, assistenti sociali, studenti e genitori interessati a comprendere e interpretare i messaggi che sono contenuti nei disegni dei bambini

Capita spesso che i bambini, soprattutto se molto piccoli, non riescano ad esprimere verbalmente i propri stati d’animo, le gioie e le sofferenze proprie dell’età o causate da fattori esterni.
Il seminario si propone di approfondire lo studio del disegno infantile nelle varie fasi evolutive, da un punto di vista psicologico, educativo e dello sviluppo cognitivo, favorendo, così, una migliore comprensione dello stato emozionale e psichico del bambino, di eventuali disagi vissuti nell’ambito familiare, scolastico e sociale, attraverso il gesto grafico. Il seminario si propone, altresì, di favorire la conoscenza dei principali test “carta e matita”, particolarmente significativi dell’età evolutiva e le principali tecniche interpretative del disegno infantile

PROGRAMMA
• I test proiettivi
• Lo scarabocchio
Evoluzione motoria

• L’albero
• L’evoluzione nella prima infanzia
• Le parti dell’albero

• La casa
• Evoluzione del disegno della casa
• I particolari

• La figura umana
• Dimensioni
• Differenze
• Regole di somministrazione
• Le varie parti della figura umana

• La famiglia
• Indici per l’interpretazione

Via Castello n.5, Mesagne (Brindisi)

info: carmela.galeone@libero.it

sabato 27 febbraio 2016

Buona Pasqua con don Tonino !

Santa Maria, donna del Sabato santo, estuario dolcissimo nel quale almeno per un giorno si è raccolta la fede di tutta la Chiesa, tu sei l'ultimo punto di contatto col cielo che ha preservato la terra dal tragico blackout della grazia. Guidaci per mano alle soglie della luce, di cui la Pasqua è la sorgente suprema.
Stabilizza nel nostro spirito la dolcezza fugace delle memorie, perché nei frammenti del passato possiamo ritrovare la parte migliore di noi stessi. E ridestaci nel cuore, attraverso i segnali del futuro, una intensa nostalgia di rinnovamento, che si traduca in fiducioso impegno a camminare nella storia.
Santa Maria, donna del Sabato santo, aiutaci a capire che, in fondo, tutta la vita, sospesa com' è tra le brume del venerdì e le attese della domenica di Risurrezione, si rassomiglia tanto a quel giorno. È il giorno della speranza, in cui si fa il bucato dei lini intrisi di lacrime e di sangue, e li si asciuga al sole di primavera perché diventino tovaglie di altare.
Ripetici, insomma, che non c'è croce che non abbia le sue deposizioni. Non c'è amarezza umana che non si stemperi in sorriso. Non c'è peccato che non trovi redenzione. Non c'è sepolcro la cui pietra non sia provvisoria sulla sua imboccatura. Anche le gramaglie più nere trascolorano negli abiti della gioia. Le rapsodie più tragiche accennano ai primi passi di danza. E gli ultimi accordi delle cantilene funebri contengono già i motivi festosi dell'alleluia pasquale.
Santa Maria, donna del Sabato santo, raccontaci come, sul crepuscolo di quel giorno, ti sei preparata all'incontro col tuo figlio Risorto. Quale tunica hai indossato sulle spalle? Quali sandali hai messo ai piedi per correre più veloce sull'erba? Come ti sei annodata sul capo i lunghi capelli di nazarena? Quali parole d'amore ti andavi ripassando segretamente, per dirgliele tutto d'un fiato non appena ti fosse apparso dinanzi?
Madre dolcissima, prepara anche noi all'appuntamento con lui. Destaci l'impazienza del suo domenicale ritorno. Adornaci di vesti nuziali. Per ingannare il tempo, mettiti accanto a noi e facciamo le prove dei canti. Perché qui le ore non passano mai.

Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni, ed. San Paolo

sabato 17 ottobre 2015

riprende "è più bello insieme"

E’ ripreso i primi giorni di ottobre il  progetto “è piu bello insieme” promosso dall’associazione di volontariato latianese “Karibuni” che opera nel territorio da oltre 5 anni sui problemi di solidarietà sociale , diritti civili e immigrazione e finanziato con fondi dell’8 x1000 della Chiesa Valdese.


Nel 1993 il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste ha deciso di avvalersi della norma di legge che consente a una confessione religiosa riconosciuta dallo Stato ai sensi di un'Intesa (articolo 8 della Costituzione) di accedere alla riscossione di una quota del gettito dell'otto per Mille dell'IRPEF.
Nel prendere questa decisione il Sinodo ha fissato anche alcuni criteri guida. In particolare ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto – ad esempio per finanziare le attività religiose e spirituali della Chiesa, la costruzione di locali di culto o per mantenimento dei pastori - ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale.
Il Sinodo ha inoltre deliberato che una quota corrispondente al 50% dell'importo totale dei fondi ricevuti dal sistema dell'Otto per Mille sia devoluta a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici.

Nel 2015 l’associazione Karibuni ha avuto approvato uno dei suoi progetti sociali a ricaduta diretta sul territorio.
“E’ piu bello insieme, doposcuola gratuito rivolto a 10 bambini della scuola primaria, è nato dall’esigenza di molte famiglie meno abbienti di non potersi permettere un servizio di doposcuola .
La finalità del progetto è quella di creare uno spazio per i bambini che garantisce: un’opportunità educativa; un luogo di studio: tra il “fare i compiti” e “l’insegnare a studiare”; un’opportunità di socializzazione tra pari.
 “ Il lavoro in “rete” premia sempre – commenta Pierpaolo Di Bello, presidente dell’Associazione – Quando si agisce in sinergia , Comune , privato e terzo settore si ottengono risultati straordinari.
 La Chiesa Valdese che ci ha permesso di  mettere a frutto il nostro progetto per i bambini, la Scuola G. Rosseau di Latiano con Laura Argentieri e Giuseppe De Fazio che nella sua sensibilità alle problematiche sociali ha messo a disposizione le sue aule,   L’ufficio  e l’ Assessorato ai Servizi Sociali e Pubblica Istruzione che con L’Assessore Maria Concetta Milone l’associazione si è costantemente interfacciata.